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Se la meta delle vacanze è la Sardegna, magari a nord dell’Isola, un’escursione da non perdere è all’Asinara, chiamata, un tempo, Isola del Diavolo per le lunghe vicende storiche di isolamento. In realtà l’isola pullula di vita, la sua flora, la sua fauna e il suo paesaggio incontaminato le hanno valso il riconoscimento di Oasi Naturalistica… La visita all’Asinara è come una pausa di relax di rigenerazione pura a contatto con la natura… Tutto è intatto e la sua costa alta e frastagliata caratterizza il versante occidentale e bassa e sabbiosa su quello orientale.

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Oltre alla natura ci sono molti luoghi di interesse da visitare, come Fornelli, sede dell’ex carcere di massima sicurezza, una costruzione bianca e austera risalente alla fine dell’800, con i suoi giardini, realizzati dai detenuti negli anni Ottanta del secolo scorso, ricchi di rose e gerani, con aiuole originali a forma di ancora, stelle e uccelli, Cala Reale, sede del vecchio lazzaretto, Cala d’Oliva, un villaggio dove erano concentrate le attività legate alla vita del carcere, le fortificazioni, come le Torri di Cala d’Oliva, Cala Arena, Cala Sabina, Punta Trabucato e i ruderi del Castellaccio, sulla collina di Fornelli. Dalle principali strade sterrate dell’Asinara partono tanti sentieri bellissimi da percorrere per apprezzare panorami mozzafiato…

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È molto frequentata dagli amanti del birdwatching, per via della presenza di uccelli rari, come il gabbiano corso, la gazza e la pernice: complessivamente sono state osservate circa 150 specie, di queste 52 sono risultate nidificanti. Sull’isola vivono altri animali selvatici come il muflone, il cinghiale, il cavallo, l’asino (tra cui il caratteristico asinello bianco sardo), la lepre e la donnola. I fondali intorno all’isola sono invece ricchi di anemoni colorate, stelle marine, polpi, murene, cernie, saraghi, che vivono in un ambiente caratterizzato da ampie distese di praterie di Posidonia oceanica. Oggi le immersioni e lo snorkeling sono consentiti, ma regolamentati.

 

www.parks.it/parco.nazionale.asinara


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In Provincia di Pistoia si trova una delle mete più ambite del turismo termale in Europa. Montecatini, elegante e mondana sa mantenere la sua promessa di rigenerare corpo e anima e mente con un relax senza pari.

E’ bella sempre, ma in Estate lo è ancor di più, perché la bella stagione invita a visitare anche i dintorni di una Toscana, tutta da ammirare.

Inoltre, solo tra la primavera e l’estate è possibile vedere Montecatini Alta raggiungibile con funiculare a cremagliera che è centro storico oltre ad essere la sede dell’antico castello. A Montecatini, la zona dei bagni risale al quindicesimo secolo.

La città nel suo complesso offre una visuale ottocentesca e il suo centro è Piazza del Popolo. I nove stabilimenti termali della città vantano origini antiche e rispecchiano un ampio ventaglio di stili architettonici. Tutti sono immersi nel verde degli alberi e nel colore variopinto delle aiuole fiorite  del  Parco delle terme. L’edificio termale più suggestivo e imponente è il Tettuccio, di origine leopoldina: è monumentale ed è realizzato in travertino. Oggi è anche dotato oggi anche di un tocco di contemporaneità, grazie al salone progettato nel 1989 da Paolo Portoghesi: con le sue sontuose sale di mescita è il vero cuore della vita termale di Montecatini. Sempre nel Parco si trovano lo Stabilimento Regina, sontuoso come non si può immaginare e in cui le acque vengono convogliate in un tempietto circolare (la sorgente della Regina). Le classicheggianti Terme Leopoldine, con le acque in assoluto più calde, che sgorgano da una fontana cratere al centro del cortile interno, gli stabilimenti Tamerici (circondati dal un ampio parco e ricchi di decorazioni in vetro e ceramica) nell’omonimo viale,  Excelsior (costruzione di inizio ‘900 con elementi che spaziano dal liberty e rococò alla modernità di una struttura in cemento armato e cristallo fanno di Montecatini una meta imperdibile.

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Montecatini è caratterizzata dalla presenza di eleganti e rinomati hotel da secoli simbolo della mondanità e della raffinatezza e da ville in stile liberty di grande pregio architettonico e storico in cui si può alloggiare. La città però offre anche molte altre tipologie alberghiere adatte alle più varie esigenze.

Ci sono alcune mete da non perdere per ripercorrere le esperienze di personaggi illustri qui, a Montecatini. Non pochi sono i “grandi” che trassero ispirazione dalla frequentazione delle Terme di Montecatini. Tra questi, numerosi protagonisti della scena musicale italiana ed internazionale, come Gioacchino Rossini, di cui si conserva ancora oggi la ‘Stanza della musica’ presso la Locanda Maggiore, Giuseppe Verdi, che frequentò Montecatini per diciannove anni ed il cui pianoforte è custodito, insieme ad altri oggetti personali del compositore, presso l’Accademia d’Arte di Montecatini,  Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Johann Strauss e molti altri. Nel tempo, Montecatini divenne un prezioso luogo d’incontro tra musica e cultura, ospitando all’interno delle sue terme numerose rassegne e concerti di prestigiose orchestre italiane. Da non perdere, quindi un concerto fra i molti in cartellone ogni anno.

 

La cucina di Montecatini segue la linea della cucina toscana in genere, fatta di ingredienti semplici e genuini, conditi con il pregiato olio extravergine d’oliva delle colline circostanti. Tra i piatti tipici troviamo la fettunta, antipasto tipico a base di pane, olio, sale e aglio arrostito sulla brace, la pasta e fagioli, i crostini di milza, la zuppa di pane e la minestra di rigaglie, cioè frattaglie di pollo (detta “del carcerato” in quanto veniva data ai prigionieri). Tra i secondi piatti troviamo lo zimino di lampredotto, cioè stomaco del vitello in umido con le bietole, e le rigaglie. Tra i dolci, ottimi sono i brigidini (originari di Lamporecchio, in provincia di Pistoia), caratteristiche cialde a base di anice. Il tutto è accompagnato dai pregiati vini Doc della provincia, tra cui spiccano il Bianco della Val di Nievole, il Carmignano e il Chianti.

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Notevole è l’efficacia curativa delle acque salso-solfato-alcaline di Motecatini, particolarmente indicate per le patologie epatiche e dell’apparato digerente. Unite alle moderne attrezzature degli stabilimenti, tali acque vantano un naturale potere terapeutico e sono conosciute ed apprezzate a livello internazionale.

Oltre alle terme, la città dispone di altre ben organizzate  strutture per lo sport ed il tempo libero, tra cui un campo da golf, l’ippodromo, i campi da tennis ed un campo di tiro a volo, tra i più importanti in Europa.
PER SAPERNE DI PIÙ

www.comunemontecatini.com

www.estateregina.it

 

Arezzo

Tra la val di Chiana, il Casentino, il Valdamo e la Valtiberina c’è Arezzo, una perla di patrimonio artistico e culturale che ha il potere, quasi magico, di aver lasciato intatte tutte le antiche tradizioni.

La visita ad Arezzo vale come un tuffo nella storia perché qui sono nati personaggi illustri d’Italia, come Caio Clinio Mecenate, Francesco Petrarca e Giorgio Vasari.

Da 85 anni si tiene la Giostra del Saracino, una rievocazione storica che affonda le sue radici nel Medioevo. La Giostra veniva organizzata tra il Cinquecento e il Seicento ed è anche descritta nell’Inferno di Dante “Corridor vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostra”.

L’ultimo week end di giugno è il periodo per assistervi.

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Arezzo, di origini etrusche, visse momenti di grande splendore prima in epoca romana, poi in epoca medievale e nel corso del Rinascimento. Ne è testimonianza il suo assetto urbanistico e architettonico, dominato dall’alto dalla fortezza medicea. Il centro cittadino si identifica con la vasta piazza Grande, detta anche piazza Vasari, di forma trapezoidale, caratterizzata dall’armoniosa e unica  mescolanza di epoche e stili architettonici diversi, una fra le più belle piazze d’Italia. Al centro, ci sono le eleganti fontane pubbliche cinquecentesche e tutt’intorno sontuosi palazzi, tra cui spicca quello della Fraternita dei Laici, completato nel 1460.

Proseguendo oltre, e seguendo via dei Pileati, si raggiungono il monumentale palazzo Pretorio del quattordicesimo-quindicesimo secolo rimaneggiato nel Novecento, con la facciata decorata da stemmi,  e poco più in là, la casa cinquecentesca dove, secondo la tradizione, sarebbe nato il poeta Francesco Petrarca il 20 luglio 1304.

Ecco quindi il Duomo di San Donato, imponente edifico preceduto da una scalinata scenografica, realizzato in stile gotico, anche se è stato terminato Cinquecento e che  conserva preziose opere d’arte, come le vetrate multicolori di Guillaume de Marcillat (sedicesimo secolo), la gotica arca di San Donato e  il famoso affresco di Piero della Francesca, raffigurante la Maddalena. Poco distante si trova la chiesa romanico-gotica di San Domenico, in cui si può ammirare il grande Crocifisso, capolavoro trecentesco di Cimabue e, poco distante, casa Vasari, l’elegante dimora aretina del sedicesimo secolo dell’artista Giorgio Vasari, che la decorò personalmente. Riscendendo lungo via Garibaldi, c’è la chiesa di San Francesco, di stile gotico-toscano (del tredicesimo-quindicesimo secolo) con la facciata incompiuta in pietra e mattoni e il bel campanile quattrocentesco. Conserva la Leggenda della Vera Croce (quindicesimo secolo), straordinario ciclo di affreschi  di Piero della Francesca da poco riportato al suo splendore grazie a un restauro di alto livello tecnico.

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Tra i numerosi musei aretini, celebre è il Museo archeologico Mecenate, situato all’interno del cinquecentesco monastero olivetano di San Bernardo, in parte costruito sui resti dell’anfiteatro romano (secondo secolo dopo Cristo), di cui sono ancora visibili la platea e resti degli ambulacri. Il museo ospita pregevoli opere risalenti al periodo etrusco, il cratere attico a figure rosse Ercole che combatte le amazzoni di Euphronios (500 prima di Cristo), l’anfora del noto pittore Meidias, un grande numero di vasi corallini o “terre sigillate”, cioè vasellame da mensa aretino in ceramica ricoperto da una brillante vernice color corallo, e numerosi pezzi di pregiate collezioni di oreficerie, prevalentemente provenienti dai ritrovamenti sepolcrali, come la necropoli Poggio del Sole, che si trova nei pressi di Arezzo. Nel Museo d’arte medievale e moderna che ha sede nel cosiddetto palazzo della Dogana, sono invece racchiuse raccolte di pittura e scultura che ben rappresentano l’arte aretina e, più in generale, toscana, dal Trecento all’Ottocento.

Arezzo dunque custodisce alcune delle più preziose opere della pittura quattrocentesca italiana: il ciclo di affreschi di Piero della Francesca (famoso anche per i suoi trattati sulle arti figurative e sulla  teoria della prospettiva) all’interno della basilica di San Francesco sono  la punta di diamante di una vera e propria “miniera culturale” che arricchisce e rende unico il centro storico cittadino.

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Arezzo ospita in accoglienti alberghi, residence e bed & breakfast di ogni categoria. Vale la pena di alloggiare in città e di respirarne l’arte e la storia, nonché la vivace vita culturale attuale. Per chi cerca verde e tranquillità, caratteristici agriturismo sono disseminati nelle campagne circostanti.

Se avete voglia di souvenir, siete nella meta giusta! La città ha ereditato la spiccata propensione per l’artigianato orafo, che da secoli caratterizza i commerci aretini di alta qualità, e che oggi è esposto in botteghe e gioiellerie. Gioielli si trovano in vendita anche nella grande e animata  Fiera antiquaria che si tiene  in piazza Grande il primo fine-settimana di ogni mese, sulle cui bancarelle si trovano oggetti d’ogni genere e a volte  si possono fare veri affari.

Se avete voglia di relax, potete concedervi una visita in Val di Chiana. A vederla dall’alto sembra un immenso giardino. Già 22 secoli fa doveva essere considerata il granaio d’Etruria tanto che Annibale, prima di attraversarla per attirare le legioni romane nell’imboscata del Trasimeno, poté approvvigionarvi il suo esercito saccheggiandola. Se un tempo è stata famosa per il grano, oggi la val di Chiana è una delle aree esclusive di allevamento di una pregiatissima razza bovina da carne, detta appunto chianina, direttamente derivata dal bos primigenius della preistoria. Nelle trattorie e nei ristoranti della zona si possono gustare succulente bistecche alla brace di questa pregiatissima carne, accompagnate da corposi vini rossi locali.

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INFORMAZIONI E CONSIGLI UTILI

I biglietti per assistere alla Giostra del Saracino, si possono prenotare tramite e-mail, all’indirizzo giostradelsaracino@comune.arezzo.it (per maggiori informazioni consultare il sito: www.giostradelsaracino.arezzo.it ).

PER SAPERNE DI PIÙ

www.comune.arezzo.it

www.apt.arezzo.it

www.giostradelsaracino.arezzo.it

www.arezzowave.com

 

 

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Come non menzionare Capri tra le eccellenze d’Italia? Il suo Paesaggio di bellezza selvaggia sembra scolpito dal vento. Già famosa agli inizi dell’800, l’isola è un mito che ha sempre incantato pensatori, intellettuali e imperatori… Proprio a partire dall’imperatore romano Tiberio, che vi fece costruire la magnifica Villa delle quali restano notevoli testimonianze, Capri ha sedotto tanti personaggi internazionali ed ha ispirato le opere di August von Platen, Ferdinand Gregorius, Ada Negri, Axel Munthe e Norman Douglas.

Dal punto di vista geografico, Capri è la continuazione di Sorrento, dalla cui Punta Campanella dista solo 4 miglia marine. Formata da un unico compatto blocco calcareo, l’isola presenta una costa ripida e molto frastagliata, coronata a tratti da grandi e bizzarri pilastri rocciosi, i celebri Faraglioni. Le grandi caverne a pelo d’acqua, sono una ricchezza incantevole perché caratterizzate da suggestivi giochi di luce che creano effetti di stupefacente bellezza. Sono ben 65 grotte, di cui la più celebre è quella “azzurra”.

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L’isola ha due comuni, Capri e Anacapri e due pittoreschi centri abitati, Marina Grande, dove c’è il porto, e Marina Piccola. Dalla Marina Grande parte la Funicolare che, in pochi minuti, conduce a Capri che può essere raggiunta anche seguendo i percorsi pedonali tra case sparse in mezzo a rigogliosi agrumeti e vigneti. Il centro di Capri è la Piazzetta, un vero e proprio salotto all’aperto, in posizione panoramica, frequentato dal bel mondo e dal jet set internazionale.
Da visitare è la Parrocchia di S. Stefano di stile barocco edificata nel XVII secolo sulle rovine di una preesistente cattedrale e la Certosa di S. Giacomo al cui interno sono custodite pregevoli opere d’arte. Sull’altura di Santa Maria del Soccorso ci sono le rovine di Villa Jovis, detta Palazzo di Tiberio, che costituiscono un mirabile esempio di villa romana dell’età imperiale. Non lontano si trovano le rovine di un’antica Torre del Faro. Il belvedere di Tragara offre poi un paesaggio incantevole sui sottostanti Faraglioni e la Marina Piccola.

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Da Capri un altro itinerario porta al Monte Solaro, raggiungibile in seggiovia o a piedi attraverso una mulattiera, se si vuole ammirare lo spettacolo della natura.
Dalla mulattiera per il Monte Solaro si diparte una strada in località la Crocetta che conduce al Santuario di S. Maria a Cetrella, in posizione panoramica su Capri e sulla costa sorrentina.
Da Anacapri, in direzione per Damecuta, si possono visitare gli scavi dell’ultima delle tre ville romane. La Torre di Damecuta, eretta nel Medioevo a difesa delle coste capresi, è un punto panoramico verso Ischia, Procida e il Golfo di Napoli.
Lungo la strada che da Anacapri riporta a Capri merita una visita Villa S. Michele costruita da un medico svedese nei paraggi di una cappella dedicata al santo e sulle rovine di una preesistente villa romana.
Ai tanti richiami culturali, al fascino del mare e della natura, Capri unisce quello dello shopping. Tanti i prodotti tipici che possono essere acquistati sull’isola, come quelli di abbigliamento, i gioielli e i profumi, esposti nelle vetrine delle botteghe artigiane locali o nelle lussuose boutique delle grandi griffe internazionali.
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La pianura padana, si sa, offre scenari di migliore accoglienza turistica in primavera…Così con questo primo blog #spring2016, vi portiamo a Mantova, in Lombardia, città ricca di fascino, di storia e di arte. Dominata dalla dinastia dei Gonzaga, dal quattordicesimo al diciottesimo secolo, conserva ancora oggi, nel suo centro storico, importanti testimonianze di quegli anni.

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Aristocratica, a misura d’uomo e circondata da tanto verde, Mantova è un’altra perla d’Italia da non perdere, anche per concedersi capolavori di arte gastronomica… Quando andarci? E’ bella durante tutto l’anno, ma in primavera è preferibile, magari per visitarla in bici, confondendosi tra i mantovani e partire alla scoperta di giardini e parchi che circondano la città.

Su cosa c’è da vedere…beh: c’è solo l’imbarazzo della scelta nella piccola e maestosa cittadina che offre ad ogni angolo testimonianze della sua prestigiosa storia e delle sue ricche tradizioni. Portici, piazzette e cortili sono luoghi incantevoli dove poter rivivere gli splendori delle corti rinascimentali.

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Il rinascimento dei Gonzaga, saliti al potere nel 1328, si respira ovunque con monumenti che testimoniano la creativa dinamicità di quella dinastia signorile e del suo lungo periodo di dominio. Palazzo Ducale è una vera città-palazzo, con più di 500 sale, collegate da corridoi, cortili e giardini.

Un’altra chicca da non perdere è il Castello di San Giorgio, massiccia costruzione della fine del Trecento, che custodisce la sala più famosa di tutto il palazzo: la Camera degli Sposi, affrescata tra il 1465 e il 1474 da Andrea Mantegna e considerata uno dei capolavori assoluti della pittura italiana del Quattrocento. Ci sono moltissimi palazzi ed edifici storici, ad iniziare dal duomo, risalente all’undicesimo secolo, che racchiude in sé vari stili architettonici: il romanico del campanile, il tardo gotico del fianco destro, il neoclassico della facciata e il rinascimentale delle decorazioni interne. Spicca anche la basilica di S. Andrea, monumentale opera progettata nel 1470 da Leon Battista Alberti, la cui edificazione durò ben tre secoli. Al suo interno sono custodite la reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù e la tomba di Andrea Mantenga.

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Da non perdere, nella zona orientale della città, il palazzo Te, immerso nel verde: è una grandiosa villa commissionata nel 1525 da Federico II Gonzaga a Giulio Romano. Le sale della dimora prendono il nome dagli affreschi che le caratterizzano: la più famosa è la sala di Psiche, uno dei capolavori del manierismo europeo.

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La gastronomia? Un’esperienza “Rinascimentale” da non perdere! Perché? Perché la cucina deriva dalla cucina nobiliare della corte dei Gonzaga, ma anche dalle saporite e umili pietanze della tradizione popolare. Alla base dei suoi piatti ci sono i prodotti tipici della sua campagna, abilmente valorizzati: il riso, proveniente da 1500 ettari di risaie, la carne di maiale, il pesce d’acqua dolce, i formaggi come parmigiano reggiano, grana padano, stracchini…Infine, se andate a Mantova, assaggiate i tortelli di zucca, il risotto alla pilota o con il pesce, lo stracotto d’asina e brasato con polenta, luccio in salsa ed eccellenti insaccati e per finire, la classica torta Sbrisolona e poi…diteci se non vi abbiamo dato buoni consigli!

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Mantova è anche città dell’acqua perché il fiume Mincio dà vita a tre laghi. In canoa, in barca o con la motonave ci si addentra in paludi e canneti, dove vivono anatre, cigni, aironi, e spuntano la ninfea bianca e il fiore di loto.

Buono a sapersi: alcuni alberghi, bed&breakfast, affittacamere, ristoranti e pizzerie di Mantova si sono messi in rete costituendo un albergo diffuso, per accogliere il turista come se fossero un unico grande albergo e offrirgli vasta possibilità di scelta a prezzi vantaggiosi.
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Il blog di questo mese, vi porta alla scoperta di una natura antica, selvaggia, ma protetta! E dov’è tutto ciò? In Abruzzo.

E’ la regione dei Parchi, con il  più grande sistema di aree naturali protette in Europa. L’Abruzzo è una terra straordinaria con i segni della sua ricca storia geologica, con le sue grandi catene montuose, le vertiginose pareti calcaree, i valloni aperti e gole impervie, verdi pianori, splendidi laghi e fitti boschi.

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La grande rete di riserve naturali e di oasi, i tre parchi nazionali (del Gran Sasso-Monti della Laga, della Majella e d’Abruzzo), e l’area protetta regionale (il Parco Regionale Sirente-Velino), visitabili in ogni periodo dell’anno, regalano emozioni uniche, e un habitat intatto, in cui sopravvivono una flora rarissima, come l’orchidea scarpetta di Venere, l‘iris marsicana, il giglio rosso, la viola della Majella. La concentrazione di animali selvatici non ha eguali in Europa, dal lupo all’orso, dalla lince al gatto selvatico e alla lontra. Caprioli,  camosci e cervi si lasciano ammirare da chi s’addentra nelle stupende valli , nel Parco Nazionale d’Abruzzo, in Val di Rose” e nella “Camosciara”, dove di notte si possono sentire i cervi in amore. E per la gioia degli amanti del#birdwatching valli e pareti sono sorvolate da aquile reali, falchi pellegrini, gufi reali, grifoni e sparvieri.

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In ambienti come questi l’outdoor, dalle forme più semplici a quelle più estreme, non ha limiti, dalle escursioni guidate, anche sulle tracce di lupo e orso al cicloturismo, dalla canoa e kajak nei torrenti più ripidi, al windsurf sui laghi, , fino al nordicwalking e al trekking equestre sulle ippovie più lunghe d’Europa. Chi ama il volo a vela qui trova il territorio ideale, e chi ama il free climbing trova nelle innumerevoli e attrezzatissime palestre anche in quota.

Per chi ama visitare i borghi, può andare a Pescasseroli, piccola capitale del Parco nazionale del Gran Sasso e patria di Benedetto Croce, oppure a Scanno con il suo dedalo di viuzze, slarghi e antichi palazzi, o ancora a Pescocostanzo, patria dei merletti e dell’artigianato dell’oro in filigrana, oppure, ancora ad Anversa degli Abruzzi, scenario della tragedia dannunziana “La  Fiaccola sotto il Moggio”, Villalago descritto dalla scrittrice inglese Anne MacDonell come “..sublime in modo incredibile”,  nel  suo ergersi simile ad una fiamma sulla roccia a picco sull’abisso.

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In Abruzzo ci sono una miriade di borghi, paesini e villaggi, nel tempo sempre più spopolati, che da “borghi fantasma“ sono diventati protagonisti del fenomeno noto come AbruzzoShire:grazie all’investimento, soprattutto da parte di stranieri è stato recuperato il patrimonio storico e architettonico fatto di castelli medievali, ex conventi, palazzi baronali e di interessanti espressioni dell’architettura rurale. Santo Stefano di Sessanio, ad esempio, è stato  trasformato in albergo diffuso nel rispetto più rigoroso dell’integrità architettonica e culturale dei luoghi . E’ un incanto!

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L’Abruzzo è anche patria della tradizione culturale: le ceramiche a Castelli (la chiesa di San Donato è nota come “la Cappella Sistina della maiolica”), il ferro battuto a Guardiagrele, il rame a Tossicia, la pietra gentile della Majella forgiata dagli scalpellini di Lettomanoppello, l’oro e argento filigranato con un trionfo di circeje e sciacquaje, gli orecchini che illuminano il viso delle donne nelle tele del Michetti, le spille con gli amorini, e le presentose, gioielli che ancora oggi suggellano il fidanzamento delle coppie abruzzesi, realizzate in versioni antiche e contemporanee a Pescocostanzo, e Scanno, famosa anche per i bottoni riproducenti soggetti religiosi e magici.

 

 

 

 

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Ravenna, a 80 km a sud di Bologna, è incredibilmente ricca di capolavori!

E’ un’altra perla della nostra Italia. I capolavori di questa città si compongono come i tasselli dei suoi mosaici, formando un’opera d’arte che si lascia ammirare nei suoi tratti gotici e nei suoi profili medievali.

Ben otto monumenti di Ravenna sono stati riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità: un insieme unico e di grande fascino, a cui fa da filo conduttore lo scintillio dei mosaici che li ornano. Ravenna è conosciuta nel mondo come la città dei mosaici: sono capolavori d’arte e abilità tecnica e artigianale paleocristiani e bizantini che ornano l’interno di chiese e mausolei.

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Gabriele d’Annunzio scriveva “glauca notte rutilante d’oro” davanti a cui non cessava di stupirsi.

Ravenna rispecchia nei suoi monumenti il susseguirsi delle dominazioni che si sono avvicendate nella città: romana, gotica e bizantina. Essa porta infatti i segni del triplice ruolo di capitale, che ha svolto dal quinto all’ottavo secolo dopo Cristo. Fu infatti capitale dell’Impero romano d’Occidente, sede della corte regia gota e ariana di Teodorico e principale centro dell’Italia bizantina. Esempi della magnificenza di quel periodo sono il complesso di San Vitale con i mosaici della  basilica di ieratica staticità bizantina, il mausoleo di Galla Placidia a croce greca, eretto prima del 450 forse dallo stesso Galla Placidia come suo sepolcro e ornato di splendidi mosaici, probabilmente i più antichi della  città, la basilica di Sant’Apollinare Nuovo eretta alla fine del quinto secolo da Teodorico e impreziosita da mosaici disposti su tre ordini sovrapposti, il mausoleo di Teodorico, che sorge fra i cipressi a circa 2 chilometri dal centro, eretto verso il 520 per accogliere le spoglie del re, in pietra d’Istria con la cupola fatta da un sol blocco calcareo, la basilica cimiteriale di Sant’Apollinare in Classe, a circa 5 chilometri dal centro, con preziosi mosaici realizzati dal quinto al nono secolo: questi mosaici dalla complessa simbologia e le figure ieratiche che spiccano su un metafisico fondo oro, sono la testimonianza di un’arte che, sebbene non sia nata qui, ha trovato in questo luogo la sua massima espressione.

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Arte e poesia si fondono quindi in una città…

in cui Dante Alighieri ha trascorso i suoi ultimi anni di vita (qui si trova infatti la sua tomba), una città che ha ispirato il pittore austriaco Gustav Klimt e che ha fatto innamorare Giovanni Boccaccio, grande scrittore del Trecento. La città è un centro d’arte,  ma lascia spazio al verde e al mare, nell’oasi naturale di Punte Alberete e nelle valli del delta del Po.

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Non si può perdere una visita al più importante parco divertimenti della Riviera Adriatica: Mirabilandia.

Il numero di attrazioni, la varietà degli spettacoli dal vivo e la magia delle aree tematiche rendono questa realtà del turismo del divertimento una tappa obbligatoria non solo per le famiglie, ma per i turisti di ogni età. Il parco di Mirabilandia è solitamente aperto tutti i giorni, quest’anno dal 25 marzo, dalle 10.00 alle 18.00 e durante la stagione estiva fino alle 23.00

Per info: http://mirabilandia.it/

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Se viene fame…

allora fate grandi scorpacciate di piadina romagnola, perché questa è la sua terra. Se amate la pasta, siete nel posto giusto perché qui si trova la massima espressione nelle paste ripiene. Ad esempio, i crescioni nascondono, avvolti nella stessa pasta della piadina, tesori di erbe di campagna, zucca, patate, cavoli e spinaci. I cappelletti, primo piatto eccellente della tradizione culinaria romagnola, affermano nel ragù la loro differenza con i tortellini bolognesi e sono la specialità più diffusa sul territorio.

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Marina Romea, uno dei lidi più eleganti di tutta la costa..

Si raggiunge percorrendo la strada che, dalla Statale 309 Romea per Venezia, scende al mare costeggiando valli e pinete. È un’oasi verde, dove i sentieri tra i pini portano direttamente alla spiaggia, la più ampia di tutta la costa. Le ville incantevoli che sbocciano tra il verde e gli alberghi ancora piacevolmente isolati, formano uno splendido scenario di pace e tranquillità, ideale per rilassanti vacanze marine.

 

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“Semel in anno licet insanire” (una volta all’anno è lecito festeggiare) è un detto diffuso fin dal tempo dei Latini.

La nascita del Carnevale si perde nella notte dei tempi. 

Le prime ufficializzazioni di questa festosa tradizione si possono far risalire addirittura all’epoca degli antichi Egizi, che celebravano la dea Iside secondo le consuete manifestazioni carnevalesche.

Fu poi la volta dei Greci,  che inneggiavano a Dioniso, e dei Romani, che trasformarono i “Saturnali” da rituali sacri a feste sempre più popolari, in cui tutto veniva concesso, anche alla plebe e agli schiavi.

L’invenzione della maschera risale invece al Medioevo, ed è dovuta soprattutto alla fusione degli usi e costumi dei barbari con quelli delle civiltà mediterranee.

La tradizione carnevalesca fu successivamente assimilata dalla chiesa cattolica che, però, pone ufficialmente fine ai divertimenti nel giorno dopo il cosiddetto “martedì grasso”, cioè il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima.

Inizia il nostro tour nella carnevalesca #WonderfulItaly, presentando alcune delle feste più opulente d’Italia….

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Nelle Marche, Fano (PU) e Offida (AP) sono le due cittadine marchigiane dove più è vivo lo spirito carnevalesco. Una volta sulla strada, vale la pena visitare anche Fermo, teatro di un’altra consolidata tradizione della regione!

http://www.carnevaledifano.com/tag/carnevale-di-fano-2016/

http://www.inoffida.it/programmacarnevale.html

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Un altro carnevale che val la pena di vedere è quello Sardo per immergersi nella surreale atmosfera della Barbagia.

http://sardinias.it/guida/carnevale

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Meraviglioso anche in Valle Aosta dove il Carnevale fa rivivere le feste per la fine dell’inverno in attesa della primavera

http://www.carnevaleverres.it/carnevale.asp

 

Torna, come da tradizione l’appuntamento con il carnevale versiliese di Viareggio, simboleggiata sin dalle origini dalla maschera di Burlamacco, dal nome del porto cittadino. La manifestazione vede protagonisti ogni anno gli elaborati carri allegorici e le mastodontiche costruzioni di cartapesta. Soggetti preferiti delle rappresentazioni sono, più che le maschere tradizionali, i personaggi che hanno occupato un posto di rilievo sulla scena nazionale ed internazionale nel corso dell’anno precedente.

Tra i tanti illustri ospiti, quest’anno ci saranno anche gli atleti Azzurri di #Rio2016!

Da non perdere la “cittadella del Carnevale”, parco urbano della piana viareggina, in cui si trovano il museo del carnevale, i laboratori e le botteghe della cartapesta e attorno al quale si spiega la strada degli artisti, piacevole luogo di incontro tra visitatori ed artigiani.

http://viareggio.ilcarnevale.com/area-stampa/news/2015/il-manifesto-del-carnevale-di-viareggio-2016

A Ronciglione il Carnevale è la manifestazione popolare più importante, di grande vitalità e coinvolgimento.

Nei giorni dal giovedì al martedì grasso si susseguono una serie di eventi che testimoniano l’appartenenza di questa festa all’area del Carnevale romano rinascimentale e barocco, che così bene ci è stato descritto da Goethe nel suo “Viaggio in Italia”. Qui la festa è annunciata ufficialmente dal suono del campanone, a cui fa seguito la cavalcata degli Ussari, retaggio dell’epoca della dominazione francese.

http://www.carnevaledironciglione.it/

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Lo Storico Carnevale di Ivrea è da due secoli una manifestazione unica al mondo che porta nelle vie e nelle piazze della città piemontese storia, tradizione, spettacolo, emozioni e grandi ideali. Un evento, nato nel 1808, in cui storia e leggenda si intrecciano per dar vita ad uno spettacolo imperdibile.

Spicca la spettacolare Battaglia delle Arance, il momento in cui è più alta la partecipazione collettiva: un’incredibile patrimonio culturale e goliardico, che posiziona la festa tra le più importanti nel panorama nazionale ed internazionale. Questa giocosa tradizione ha origine già nel Medioevo, in cui le famiglie povere si ribellavano rilanciando indietro i fagioli (non le arance) che i feudatari donavano loro due volte all’anno . Col tempo, tale gesto si trasformò prima in duello, quindi in un vero e proprio testa a testa tra lanciatori dai balconi e lanciatori di strada. Solo dal secondo dopoguerra la battaglia assunse i connotati attuali seguendo regole ben precise.

lo scontro si svolge nelle principali piazze della città, e vede impegnati equipaggi sul carro (simboleggianti le guardie del tiranno) contro le squadre degli aranceri a piedi (i popolani ribelli) costituite da centinaia di tiratori. Tutti possono prenderne parte, iscrivendosi in una delle nove squadre a piedi oppure divenendo equipaggio di un carro da getto.

http://www.storicocarnevaleivrea.it/programma-2016/

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Dulcis in Fundo, il nostro viaggio termina …….a Venezia!

http://www.carnevale.venezia.it/

Volete saperne di più? Chiamate in Agenzia e Rosanna troverà il viaggio che fa per voi!!

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Famiglia con bambini che devono imparare a sciare? Single in cerca di relax in un ambiente quasi surreale? Oppure leggi il blog perché viaggi in coppia? Qualunque sia il tuo turismo devi scegliere la tua meta con Maisto! Perché? Perché qui sappiamo qual è l’hotel ideale se sei single, se viaggi in coppia o se hai famiglia e hai bisogno di personale che ti aiuti a gestire anche i più piccoli in montagna. Adesso è il periodo ideale per prenotare la vacanza a…. Courmayeur! Finalmente sta nevicando e non siamo in alta stagione perciò i prezzi sono molto invitanti e una vacanza dalle “vacanze di Natale” serve davvero! Perciò chiama subito allo 081.19.66.3757 e prenota la vacanza giusta per te! E poi…immergiti nella lettura così, quando visiterai Courmayeur non ti perderai nulla!

Courmayeur  non è lontana da Cervinia, appena 1 ora e mezza e rappresenta un’altra eccellenza d’Italia e perciò ne trattiamo nel nostro fantastico viaggio nella WonderfulItaly!

E’ detta la perla delle Alpi

cour_pisteVanta cento chilometri di piste collegate da un’estesa rete di impianti e una naturale vocazione all’ospitalità, fin da quando, nel diciassettesimo secolo, i primi turisti arrivavano qui per scoprire i benefici delle acque termali e minerali. Custodita in una meravigliosa conca naturale a 1224 metri d’altezza, sovrastata dal maestoso scenario della catena del Monte Bianco, Courmayeur è una delle più importanti stazioni sciistiche al mondo, ma oltre allo scenario magico per gli sciatori custodisce il suo piccolo borgo tutto da scoprire!

E’ la capitale degli sport invernali

Il grande spettacolo della neve si sviluppa per 100 chilometri di piste da discesa di varia difficoltà (3 per esperti, 1 difficile, 14 medie, 11 facili) di cui buona parte coperti dai  “cannoni” che assicurano l’innevamento programmato, garantendo ogni anno la regolare apertura della stagione sciistica. Alcune piste sono famose per la loro lunghezza, altre perché ospitano celebri competizioni, altre ancora sono ideali per lo snowboard o il telemark.
La capitale degli sport invernali offre agli appassionati l’opportunità impagabile di sciare direttamente sulle pendici del Monte Bianco, la vetta più alta d’Europa. Da qui partono le discese fuoripista del Toula (10 Km) e della famosissima Vallée Bianche, che con i suoi 30 km di discesa sul Ghiaccialo, fra seraccate e guglie, conduce fino a Chamonìx. Nella vicina Val Ferret, ai piedi delle GrandesJorasses, si snodano alcune fra le piste di fondo più belle e rinomate di tutta la Valle d’Aosta, con percorsi di varie difficoltà che solcano tutta la vallata in uno scenario stupendo. Suggestiva e emozionante l’esperienza di sciare in notturna che può essere vissuta a Dolonne.

 

Oltre lo sci

courmayeur-376-11-39-38-8100Non esistono solo lunghe mattinate di sci per i turisti della montagna. A Courmayeur lo sanno bene e hanno preparato un’offerta alternativa ricca di possibilità. Si va dal classico apres-sky, con bande folkloristiche, consuetudine quotidiana nel Jardin de L’Ange, alle partite di tennis o al pattinaggio o, addirittura, al golf al coperto su due campi pratica che offrono ogni comfort. Gli iperattivi, dopo aver sciato, possono dedicare il pomeriggio ai percorsi da rocciatori, studiati per favorire l’apprendimento e preparati per attutire le eventuali cadute dalla parete artificiale. Suggestiva è la  visita “guidata” alle valli che può essere effettuata in elicottero, cogliendo visuali inconsuete. Per assaporare un po’ di tranquillità si può passeggiare lungo le vie del centro dove i numerosi negozi offrono tante opportunità di shopping.

Dopo tanto sport, ci si può far “coccolare” dai piatti tipici della cucina valdostana che offre tanti piatti golosi, la fontina su tutti, e poi la carne, il lardo, i salumi, i funghi, le castagne. Senza dimenticare i frutti di bosco e il miele. Per concludere con i vini valdostani e le grappe, secondo i gusti anche aromatizzate (arquebuse, miele, limone e mirtillo).

 

La culla dell’alpinismo e il Museo Duca degli Abruzzi

duca abruzziQuando il turismo non esisteva e gli sci erano un mezzo di trasporto, non una disciplina sportiva, Courmayeur cresceva con il mito delle montagne e con la passione per le scalate. Qui è nata la prima scuola per le guide alpine; in questa terra l’alpinismo è quasi religione e, per scoprirne qualche segreto, basta fare una visita al museo Duca degli Abruzzi, dedicato agli attrezzi, ai personaggi e alle avventure che hanno segnato le tappe della storia dell’Alpinismo.

 

Come raggiungere Courmayeur

Courmayeur dista circa 40 km da Aosta, lungo la statale che conduce al traforo del Monte Bianco e può essere raggiunta in auto, in treno o con le autolinee locali. Si trova inoltre a 140 km da Torino e a 210 da Milano da cui può essere raggiunta in auto, per ferrovia (linea Torino, Chiasso, Aosta, Prè St. Didier)  e in pullman.

 

viaggi_di_nozze_carlo_verdone_carlo_verdone_013_jpg_mnyjSi sa, oggi si corre come folli. A volte, abbiamo giusto il tempo di mandar giù un boccone e, tra lavoro e impegni vari, si dedica a sé stessi troppo poco tempo. Ad esempio… Quanto tempo dedicate alla scelta della vacanza? Ma soprattutto, quanto dedicate alla scelta del viaggio di nozze? Dedicate del tempo alla scelta della bomboniera o del segnaposto? Alla scelta delle partecipazioni? Alla fatidica scelta dello stile del vostro WeddindDay? E poi? Da tutto ciò quanto tempo residua per la vostra luna di miele? Forse poco, oppure dedicate del tempo navigando in Internet, ma difficilmente, vi recate in Agenzia e, finalmente rilassati, pensate al Grande Viaggio, che è il viaggio della vita!

Può darsi che siate grandi viaggiatori e che durante le vostre vacanze estive o invernali abbiate avuto modo di conoscere (più o meno) tutto il mondo e dunque siate viaggiatori esperti… Può darsi che siate anche grandi navigatori e vogliate scegliere le mete del Grande Viaggio davanti al vostro pc… Può darsi vi sentiate sicuri perché avete organizzato centinaia di vacanze senza fallire un colpo, ma dateci retta: il viaggio di nozze è diverso, è speciale, il vostro stato d’animo è diverso, è in una dimensione che proverete solo una volta nella vita. Non si ripete mai più, perciò non sprecate l’occasione!

Esperti viaggiatori o non, il tempo serve e serve il tempo da trascorrere in Agenzia! Perché? Per lo stesso motivo per il quale giriate di Atelier, in Atelier a cercare l’abito giusto, quello che vesta il vostro sogno!

Perché mai non cercate l’Abito in Internet? Perché forse, seppur bello in foto, farebbe difetto? Sì. Decisamente non vi vestirebbe a pennello! E perché non scegliete un abito da internet e lo fate realizzare dalla prima sartina che vi capiti davanti? Perché il risultato non sarebbe come foto? Probabilmente sì.

Taha-a-Aerial_View_21_940x370Ecco perché Care Spose, e Cari Sposi, è necessario trascorrere del tempo in un’Agenzia che sappia “realizzare” il vostro viaggio “sartoriale”, fatto apposta per voi. Solo per voi. Certo, anche una meta può essere più o meno di moda, ci sono mete delle quali si parla in khao-lactutti i salotti… Certo vorrete stregare i vostri cari con racconti inattesi, ma soprattutto vorrete che il vostro viaggio sia perfetto. Non un minuto, non un attimo sprecato. Il vostro Grande Viaggio, quello realizzato in un’Agenzia sartoriale, sarà addirittura al di sopra delle vostre aspettative! Esperienza, Conoscenza, passione e allenamento costante a ricercare il meglio costruiscono un viaggio inimitabile che nessuno può creare

01-Jaz_Oriental_014intraprendendo altre strade!

In Internet? Prenotate il vostro Weekend, magari facendo click su una delle nostre offerte, ma il Viaggio di Nozze deve essere perfetto!